Comunicati stampa 2020



23.11.2020
Comunicato stampa concernente il procedimento LIKATO – SK.2019.17

Alla luce dei rischi che, a causa del coronavirus, l’attuale situazione sanitaria comporta in Svizzera e in particolare in Ticino, la Corte ha deciso di rinviare una parte dei dibattimenti, al fine di preservare sicurezza e salute dei numerosi partecipanti provenienti dall’Africa.

Pertanto dal 3 all’11 dicembre si procederà alla trattazione di questioni pregiudiziali e all’audizione dell’imputato. Il seguito dei dibattimenti avrà luogo il prossimo anno in date che saranno da stabilire.

Per ragioni d’efficacia e sicurezza, la Corte prosegue gli sforzi per realizzare le audizioni di almeno una parte dei partecipanti al processo attraverso videoconferenza grazie alla preziosa collaborazione del DFAE, di diplomatici svizzeri di stanza in Africa e delle autorità locali sul cui territorio tali audizioni potranno aver luogo. Ciò consentirebbe alla Corte di ovviare ai problemi sanitari e logistici inevitabilmente connessi con una trasferta in Svizzera sia dei querelanti che dei testimoni.


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11.11.2020
Rinvio del processo a un cittadino liberiano accusato di crimini di guerra avvenuti presumibilmente durante la prima guerra civile in Liberia

Dopo che in un primo tempo i dibattimenti erano stati fissati per il mese d'aprile del 2020, in data 13 marzo 2020 la Corte ha dovuto decidere di rinviarli a causa della pandemia di COVID-19. Alla luce delle norme sanitarie e dei rischi concernenti lo spostamento dalla Liberia alla Svizzera di 14 persone, la Corte ha attivamente cercato i modi per organizzare l’audizione tramite videoconferenza di queste persone. A tale scopo non solo è stato necessario ottenere un’autorizzazione delle autorità locali, ma anche la collaborazione di una rappresentanza diplomatica a Monrovia, giacché la Svizzera non dispone né di un’ambasciata, né di un consolato in loco.

Dopo aver considerato la possibilità di rinviare i dibattimenti al mese d'agosto, la Corte -alla luce dei problemi riscontrati con gli interlocutori a Monrovia e delle difficoltà di spostamento durante la stagione delle piogge- li ha successivamente posticipati ai mesi di novembre-dicembre 2020, auspicando che nel frattempo la situazione possa sensibilmente migliorare.

Dopo molteplici pratiche la Corte ha ottenuto un accordo scritto da parte del Solicitor general della Liberia come pure un invito da parte dell’Ambasciata di un Paese terzo che, dopo più di tre mesi, è tuttavia ritornata sulle condizioni della sua offerta iniziale. Da parte loro le autorità locali, contro ogni aspettativa, hanno formulato nuove esigenze non abbastanza chiare perché la Corte vi si potesse conformare. A tuttora la Corte non ha nessuna garanzia di poter realizzare la videoconferenza con l’aiuto di un partner in loco.

Dalle resistenze riscontrate, nonostante l’assistenza e i consigli del DFAE e della sua Ambasciata ad Abidjan, la Corte ha dedotto che sarebbe più ragionevole attendere che la venuta in Svizzera dei sette querelanti sia di nuovo possibile. Quanto ai testimoni -che non possono essere costretti a venire in Svizzera, ma solo invitati a presentarsi- la Corte, al fine di ottimizzare le loro possibilità di partecipazione, non ha abbandonato il progetto di sentirli tramite videoconferenza.

Da parte sua il DFAE, assistito in ciò dall’Ambasciata svizzera in Costa d’Avorio, prosegue le ricerche di un luogo, nell’Africa occidentale, in grado di accogliere l’audizione dei testimoni. Se veramente il DFAE non riuscisse -contro ogni aspettativa- a trovare una soluzione pratica, la Corte sarebbe costretta a convocare i testimoni in Svizzera per la fine del mese di dicembre, con tutti i rischi e gli inconvenienti che ciò comporterebbe.

Alla luce della situazione sanitaria attuale, la Corte teme che -mantenendo i dibattimenti il 16 novembre 2020- potrebbe esporre i partecipanti al processo ad importanti rischi. Pertanto ha deciso di rinviare i dibattimenti di due settimane, auspicando un miglioramento della situazione. Se la situazione evolve dunque in modo positivo, i dibattimenti avranno luogo dal 30 novembre al 18 dicembre 2020.

Questo rinvio non pregiudica in nessun modo lo svolgimento dei dibattimenti giacché si tratta di crimini imprescrittibili.

A causa dei rischi legati al Coronavirus, il numero dei posti riservati al pubblico e ai giornalisti interessati ad assistere ai dibattimenti sarà limitato. I pochi posti disponibili saranno attribuiti ai primi arrivati.


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30.10.2020
Procedimento SK.2020.4: Ministero pubblico della Confederazione e D. contro A., B., C.

Il 30 ottobre 2020, la Corte penale del Tribunale penale federale ha reso la propria sentenza nella causa che vede opposti il Ministero pubblico della Confederazione e D. all’ex Segretario generale di D., A., al Direttore di G., B., e all’uomo d’affari greco C.

A. è stato accusato di amministrazione infedele qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 CP), corruzione passiva (art. 4a cpv. 1 lett. b in combinato disposto con l’art. 23 cpv. 1 della legge federale contro la concorrenza sleale, del 19 dicembre 1986, nella versione in vigore prima del 1° luglio 2016 [vLCSl]) e falsità in documenti (art. 251 n. 1 CP). B. è stato accusato d'istigazione all’amministrazione infedele qualificata (art. 24 cum art. 158 n. 1 cpv. 3 CP). Per quanto attiene a C., egli è stato accusato d'istigazione all’amministrazione infedele qualificata (art. 24 cum art. 158 n. 1 cpv. 3 CP) e corruzione attiva (art. 4a cpv. 1 lett. a in combinato disposto con l’art. 23 cpv. 1 vLCSl).

A. è stato riconosciuto autore colpevole di ripetuta falsità in documenti (art. 251 n. 1 CP) e condannato a una pena pecuniaria di 120 aliquote giornaliere di CHF 200.- ciascuna, pena sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni. È invece stato prosciolto dai restanti capi d’accusa. B. e C. sono anch’essi stati prosciolti dalle accuse a loro carico. I costi procedurali e le spese per la loro difesa sono tuttavia stati posti a carico dei tre imputati.

La Corte penale ha raggiunto il convincimento che A. ha ottenuto dei vantaggi indebiti da parte degli altri due coimputati, mentre era Segretario generale di D.

Da un lato, A. ha ottenuto, nel febbraio 2014, la restituzione di un acconto di circa EUR 500'000.- da lui versato a una terza persona nel corso del 2013 per l’acquisto di un bene immobile di lusso in Sardegna, dopo che B., il 31 dicembre 2013, l’aveva acquistato in sua vece attraverso una società costituita appositamente a tale scopo nel Qatar. In seguito, A. ha ottenuto da B. il godimento di tale bene senza dover versare alcuna pigione, ma assumendosi alcune spese di gestione. In cambio, A. si è impegnato nei confronti di B. ad avvalersi del suo potere d’apprezzamento in quanto Segretario generale di D. al fine di favorire e sostenere la candidatura di G. per la conclusione di un contratto di licenza dei diritti di trasmissione in Africa del Nord e in Medio Oriente dei Mondiali di calcio 2026 e 2030 e di ulteriori eventi di D. nel medesimo periodo. Detto contratto è stato ratificato da D. il 29 aprile 2014.

D’altro lato, A. ha utilizzato il suo potere d'apprezzamento quale Segretario generale di D. per favorire e sostenere la conclusione di un contratto di sales representation con l’agenzia M. Limited per i diritti di trasmissione in Italia delle Coppe del Mondo 2018 e 2022 di D. Tale contratto è stato concluso da D. il 4 ottobre 2013. Inoltre, A. ha favorito e sostenuto la conclusione di contratti simili con le agenzie M. Limited e N. SA, segnatamente per i diritti di trasmissione in Italia e in Grecia dei Mondiali di calcio 2026 e 2030 e delle D. Confederations Cup per il medesimo periodo. Il 19 marzo 2015, D. ha accettato la proposta di A. di concludere detti contratti con queste due agenzie. Come contropartita, A. ha beneficiato, tra novembre 2013 e luglio 2014, di tre versamenti da parte di C., per un valore complessivo di EUR 1,25 milioni.

Nell’ambito dell’esame dell’infrazione di amministrazione infedele qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 CP), la Corte ha ritenuto che A. aveva la qualità di gerente e che aveva violato i propri doveri di gestione, derivanti dalle norme e dalle direttive d’organizzazione interne di D., accettando i vantaggi indebiti menzionati in precedenza, che non ha né comunicato, né restituito a D. Ciononostante, a mente della Corte questi vantaggi indebiti non avrebbero determinato A. ad assumere un comportamento contrario agli interessi patrimoniali di D. e, quindi, pregiudizievoli a quest’ultima. Dalle spiegazioni concordanti delle persone interrogate è in effetti emerso che i contratti in oggetto di cui A. ha favorito e sostenuto la conclusione, erano molto vantaggiosi per D. dal punto di vista economico. Nessun elemento ha permesso di ritenere che D. avrebbe potuto concludere dei contratti più vantaggiosi sul piano economico per i diritti mediatici summenzionati. In assenza di un danno, il reato di amministrazione infedele qualificata non è stato ritenuto e gli accusati sono stati prosciolti da tale capo d’imputazione.

Per quanto attiene all’infrazione di corruzione attiva e passiva (art. 4a cpv. 1 lett. a e b in combinato disposto con l’art. 23 cpv. 1 vLCSl), il cui perseguimento avviene su denuncia, la Corte è stata chiamata a esaminare unicamente l’esistenza di un’eventuale distorsione della concorrenza dovuta a dei contratti di sales representation di D. con le agenzie M. Limited e N. SA, a seguito del ritiro parziale da parte di D. nel gennaio 2020 della denuncia penale che aveva presentato.

Relativamente a tale infrazione, la Corte ha ritenuto che l’esercizio da parte di A. del suo potere d’apprezzamento in quanto Segretario generale di D. per favorire e sostenere la conclusione di un contratto di sales representation da parte di D. con le agenzie M. Limited e N. SA non ha influito negativamente sul gioco della concorrenza. In effetti, secondo le condizioni contrattuali imposte da D. a queste due agenzie, esse dovevano ottenere delle offerte da emittenti (broadcasters) per l’Italia e la Grecia, trasmettere queste offerte a D., quindi assistere quest’ultima nell’ambito delle negoziazioni con le emittenti che avevano presentato le offerte più elevate. La conclusione del contratto di vendita, ossia la concessione della licenza commerciale per i diritti di trasmissione dei Mondiali di calcio 2018 e 2022, rispettivamente 2026 e 2030, e delle Confederations Cup di questo periodo, rientrava nella competenza esclusiva di D. Allo scopo di ottenere le offerte dalle emittenti, le agenzie M. Limited e N. SA dovevano effettuare un bando di concorso (open public tender), così che le emittenti interessate alla trasmissione in Italia e in Grecia delle partite di calcio delle competizioni summenzionate di D. potessero partecipare a questa procedura aperta sottoponendo un’offerta.

La Corte ha pure considerato che il buon funzionamento del mercato non è stato influenzato dalla scelta di D. di concludere un contratto di sales representation con le agenzie M. Limited e N. SA. Sebbene D. non abbia avuto trattative con altre agenzie in merito ai diritti di trasmissione in questione, la Corte ha ritenuto, in sostanza, che questa scelta non ha impedito le agenzie concorrenti di M. Limited e N. SA di offrire i loro servizi a D. per la vendita di questi diritti di trasmissione in altri Paesi rispetto all’Italia e alla Grecia o per la vendita di altri diritti di trasmissione della D. in questi due Paesi.

In assenza di una distorsione della concorrenza, A. e C. sono stati prosciolti dall’accusa di corruzione attiva e passiva ai sensi dell’art. 4a cpv. 1 lett. a e b in combinato disposto con l’art. 23 cpv. 1 vLCSl.

È stata lasciata aperta la questione a sapere l’apprezzamento della Corte sarebbe stato diverso se avesse dovuto giudicare la fattispecie alla luce delle nuove disposizioni penali relative alla corruzione privata (art. 322octies, 322novies e 322decies CP), entrate in vigore posteriormente ai fatti rimproverati ad A. e C., nella misura in cui l’esigenza di un impatto sulla concorrenza economica è stata soppressa da queste nuove disposizioni penali.

Per quanto attiene all’infrazione di falsità in documenti (art. 251 n. 1 CP), i tre versamenti di cui A. ha beneficiato da parte di C., per complessivi EUR 1,25 milioni, sono stati erroneamente contabilizzati come prestiti nei bilanci 2013 e 2014 della società O. GmbH, con sede a W., di cui A. era l’unico avente diritto economico. La Corte ha pertanto riconosciuto A. autore colpevole di ripetuta falsità in documenti per questi fatti.

In merito alle pretese civili dell’accusatore privato, la Corte ha condannato A. a restituire a D. i vantaggi indebiti di cui ha beneficiato, ossia l’acconto di circa EUR 500'000.- che gli è stato rimborsato per l’acquisto del bene immobile in Sardegna, dedotte alcune spese che egli ha assunto relativamente a tale immobile, così come la somma di EUR 1,25 milioni che ha ricevuto da C. Inoltre, A. è stato condannato a versare a D. un indennizzo di CHF 80'000.- per i costi causati dalla procedura.




31.07.2020
Decisione di prima istanza del Tribunale penale federale concernente il fondo sovrano malese 1Malaysia Development Berhad (1MDB)

Ministero pubblico della Confederazione e Dipartimento federale delle finanze (DFF) contro A. (SK.2019.55)


Il 28 luglio 2020 la Corte penale del Tribunale penale federale ha emesso una sentenza in materia di diritto penale amministrativo concernente il fondo sovrano malese 1Malaysia Development Berhad (1MDB): l’imputato A., impiegato di banca, è stato giudicato colpevole di violazione intenzionale dell’obbligo di comunicazione sancito dall’art. 37 cpv. 1 della legge sul riciclaggio di denaro (LRD), commessa tra il 26 gennaio 2010 e il 6 settembre 2012, e condannato al pagamento di una multa di Fr. 50'000.-- così come al pagamento delle spese processuali.

A. era responsabile all’interno della banca B. di assicurare il rispetto delle norme sul riciclaggio di denaro e di segnalare all’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) i casi sospetti. Nel settembre 2009, sul conto di una società offshore gestito dalla banca B. e il cui beneficiario economico era Jho Low, è stato inaspettatamente effettuato un trasferimento di USD 700 mio. La Corte ha constatato che vi erano numerosi segnali che indicavano la sussistenza di seri indizi di riciclaggio, che nel corso della relazione d’affari con Jho Low e la sua società offshore si sono sempre più rafforzati. Nonostante fosse a conoscenza di tali e fondati sospetti, A. ha tralasciato la comunicazione all’MROS fino al momento in cui ha lasciato la banca. La Corte ha ritenuto a carico di A. una colpa medio-grave, riducendo tuttavia la pena di un terzo considerato il lungo lasso di tempo trascorso dai fatti.

La decisione non è passata in giudicato.

Allegato: SK.2019.55


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22.07.2020
Tribunale penale federale a Bellinzona: miglioramento della collaborazione fra i magistrati

Una maggioranza di giudici del Tribunale penale federale si è rivolta alla propria autorità di vigilanza (la Commissione amministrativa del Tribunale federale) con una lettera, in cui vengono fermamente respinti i perduranti rimproveri di mobbing e sessismo. Le raccomandazioni dell’autorità di vigilanza, frutto di una formale procedura, sono già ampiamente operative. Per consolidare e rafforzare le basi della collaborazione sono adottate ulteriori misure.

Visto il perdurare delle critiche massmediatiche al Tribunale penale federale e al presunto cattivo clima di lavoro al suo interno, una maggioranza qualificata di giudici si è rivolta direttamente alla Commissione amministrativa del Tribunale federale a Losanna, in quanto autorità di vigilanza. La lettera, sottoscritta da 15 magistrati, espressione maggioritaria di tutte le regioni linguistiche, è stata inviata in copia anche alle Commissioni della gestione (Sottocommissioni del Consiglio Nazionale e del Consiglio degli Stati Tribunali/MPC) e alla Commissione giudiziaria (CG).

In essa i giudici respingono fermamente i rimproveri di mobbing e sessismo. Le raccomandazioni dell’autorità di vigilanza sono già state in larga parte concretizzate. I punti ancora aperti vengono affrontati senza indugio. Con l’aiuto di un esperto esterno verranno analizzati i predetti rimproveri e in collaborazione con un mediatore verranno nuovamente consolidate e rafforzate le basi della collaborazione sia fra i giudici che nel più ampio quadro di tutto il personale.
L’interesse prioritario è e continua ad essere l’adempimento dei compiti definiti dalla legge, nel pieno rispetto e riconoscimento del valore di tutte le persone attive presso il Tribunale.

Allegato: Scritto alla Commissione amministrativa del Tribunale federale

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09.07.2020
Rapporto concernente il processo nei confronti di un cittadino liberiano accusato di crimini di guerra, presumibilmente commessi durante la prima guerra civile in Liberia

La Corte penale del Tribunale penale federale aveva inizialmente fissato nel periodo tra il 14 aprile e il 30 aprile 2020 il dibattimento nel procedimento nei confronti di un cittadino liberiano accusato di crimini di guerra. Era previsto di far pervenire in Svizzera quattordici cittadini liberiani residenti in Liberia, e meglio sette accusatori privati e sette testimoni, per essere interrogati.

Il 13 marzo 2020, a causa della pandemia di COVID-19, il dibattimento ha dovuto essere rinviato, non potendo far giungere in Svizzera i quattordici cittadini liberiani sopra menzionati. Le parti al procedimento sono state quindi informate del fatto che il dibattimento avrebbe potuto avere luogo ad agosto 2020, salvo condizioni sanitarie sfavorevoli.

La Corte, oggi, ha avvisato le parti al procedimento che il dibattimento non potrà tenersi ad agosto 2020 e che lo stesso è stato ulteriormente rinviato a novembre e dicembre 2020.

A seguito della decisione del 13 marzo 2020 di rinviare ad agosto 2020 il dibattimento inizialmente previsto a partire dal 14 aprile 2020, la Corte ha trasmesso alla Liberia una domanda di assistenza giudiziaria volta a ottenere l’autorizzazione per procedere all’audizione dalla Svizzera dei quattordici cittadini liberiani mediante videoconferenza. In data 27 maggio 2020, dopo numerosi solleciti, la Corte ha ottenuto detta autorizzazione.

Dal 27 maggio ad oggi tuttavia non è stato possibile organizzare la tenuta delle videoconferenze per il mese di agosto 2020, viste importanti limitazioni di tipo logistico. Non disponendo la Svizzera di un’ambasciata in Liberia, la Corte, con l’aiuto dell’ambasciatore svizzero in Costa d’Avorio, ha infatti dovuto rivolgersi a delle rappresentanze diplomatiche estere a Monrovia, chiedendo a queste ultime la messa a disposizione dei locali e del materiale tecnico necessario per effettuare le audizioni in videoconferenza. Nessuna di queste ambasciate estere ha finora formalmente accettato di fornire alla Corte i suddetti necessari strumenti logistici. Delle trattative sono tuttora in corso. Vi sono stati anche dei contatti con l’ONU in Liberia, il quale anch’esso potrà, se del caso, prestare l’aiuto logistico necessario per la tenuta delle audizioni in videoconferenza. A queste limitazioni logistiche si aggiunge il fatto che i mesi di agosto e settembre sono in piena stagione delle piogge in Liberia. Il trasporto degli accusatori privati e dei testimoni dal loro domicilio fino alla capitale Monrovia potrebbe quindi risultare complicato, ritenuto anche che all’interno della Liberia vigono ancora delle limitazioni di movimento a seguito della pandemia di COVID-19.

Se, al momento attuale, l’arrivo dei quattordici cittadini liberiani in Svizzera rimane impossibile, a causa delle restrizioni legate alla pandemia di COVID-19, non può essere escluso che un miglioramento delle condizioni sanitarie possa permetterlo dall’autunno.

Tenuto conto di queste circostanze eccezionali, il dibattimento si terrà a novembre e dicembre 2020, al fine di consentire, se necessario, l’audizione mediante videoconferenza dei cittadini liberiani, nell’ipotesi in cui il loro arrivo in Svizzera in quel periodo sia sempre impossibile o non opportuno.




29.05.2020
Procedura di vigilanza sugli avvenimenti al Tribunale penale federale – rapporto del 5 aprile 2020

Il Tribunale penale federale a partire dal 20 aprile 2020 si è occupato in maniera intensa delle raccomandazioni contenute nel rapporto della Commissione amministrativa del Tribunale federale, in specie la Commissione amministrativa del TPF durante diverse sedute nonché il Plenum nel corso di una seduta.

Le raccomandazioni sono state tutte approfondite e messe in pratica oppure verranno osservate completamente:

Raccomandazione 1: La Commissione amministrativa del Tribunale penale federale in caso di impedimento o ricusazione di un membro è invitata ad applicare l’art. 4 cpv. 2 ROTPF.

Decisione: la commissione amministrativa applica questa disposizione e verifica se sia inoltre il caso di modificare il regolamento


Raccomandazione 2: La Corte plenaria del Tribunale penale federale è invitata ad autorizzare adattamenti del tasso di occupazione dei giudici durante il periodo di elezione (art. 46 cpv. 2 LOAP) soltanto ex nunc e pro futuro.

Decisione: la commissione amministrativa ha deciso di proporre al Plenum di autorizzare aumenti del grado di occupazione solo pro futuro ed in casi urgenti di decidere in via di circolazione


Raccomandazione 3: La Presidenza della Corte penale e (sussidiariamente) la Commissione amministrativa del Tribunale penale federale sono invitate a verificare il modo di lavorare dei membri francofoni della Corte penale e di renderne conto al Tribunale federale fino alla seduta di vigilanza del 21 settembre 2020.

Decisione: la commissione amministrativa ha deciso di occuparsi direttamente di questa raccomandazione.


Raccomandazione 4: La Commissione amministrativa del Tribunale penale federale è invitata a porre fine ai rimborsi spesa in relazione alla partecipazione dei giudici a eventi politici (gita del gruppo parlamentare in estate e banchetto di Natale) e alla frequentazione di corsi per la preparazione al pensionamento.

Decisione: la commissione amministrativa ha deciso che il rimborso di qualsivoglia spesa in relazione alla partecipazione dei giudici a eventi politici è escluso.


Raccomandazione 5: Ai giudici del Tribunale penale federale si raccomanda, se iniziano una relazione sentimentale con un dipendente del Tribunale, di comunicare ciò tempestivamente alla Commissione amministrativa in modo tale che questa possa instaurare una trasparenza all’interno del Tribunale.

Decisione: la commissione amministrativa ha deciso di includere questa raccomandazione nel codice comportamentale dei/delle Giudici del Tribunale penale federale.


Raccomandazione 6: I giudici del Tribunale penale federale sono pregati di trattare in tutte le situazioni sia i propri colleghi sia i sottoposti come i cancellieri, il personale di cancelleria e dei servizi con buona educazione, cortesia e rispetto.

Decisione: la commissione amministrativa ha deciso, facendo capo ad una persona esterna cognita in materia, di effettuare gli approfondimenti e discussioni del caso.


Raccomandazione 7: La Corte plenaria del Tribunale penale federale è invitata a porre fine al rapporto di lavoro con la segretaria generale.

Decisione: nella seduta del 27 maggio 2020 il Plenum ha deciso di sciogliere il rapporto di lavoro con la segretaria generale.


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28.04.2020
Termine di prescrizione legale nel procedimento penale SK.2019.45 concernente pagamenti nell’ambito dei Mondiali di calcio 2006 in Germania.

Lunedì 27 aprile 2020 è scaduto il termine di prescrizione dell’azione penale per i reati contestati in relazione a pagamenti nell’ambito dei Mondiali di calcio 2006 in Germania. Il procedimento penale in questione è stato avviato dal Ministero pubblico della Confederazione quasi cinque anni fa.

L’atto d’accusa è stato depositato presso il Tribunale penale federale nell’agosto 2019 e da allora il Tribunale ha agito con celerità, anche in vista dell’imminente prescrizione, come dimostrano le fasi della procedura descritte qui di seguito.

Il 6 novembre 2015 la Procura federale ha avviato un’inchiesta penale, inizialmente contro ignoti, in relazione a pagamenti nell’ambito dei Mondiali di calcio 2006 in Germania, la quale, il 5 luglio 2016, è stata estesa contro quattro funzionari della Federazione calcistica tedesca e della FIFA, nonché contro Franz Beckenbauer. Con decisione del 24 luglio 2019, il Ministero pubblico della Confederazione ha disgiunto il procedimento contro Franz Beckenbauer e il 6 agosto 2019 ha promosso l’accusa nei confronti dei quattro funzionari dinanzi alla Corte penale del Tribunale penale federale.

Tre dei funzionari accusati hanno impugnato la decisione di disgiunzione presso la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale. Il 26 settembre 2019 la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale ha respinto tutti e tre i ricorsi. Il 10 ottobre 2019 le parti sono state invitate dal presidente del collegio giudicante a presentare le richieste di mezzi di prova. I difensori hanno presentato numerose richieste di prova e altre richieste procedurali, tra le quali quella di rinviare l’atto d’accusa per completamento dell’inchiesta.

Il 22 ottobre 2019 è stato chiesto alle parti di riservare due periodi destinati al dibattimento, uno in gennaio/febbraio e l’altro in marzo 2020. Due difensori hanno fatto valere, risp. il 4 novembre 2019 e il 28 novembre 2019, impedimenti relativamente al periodo gennaio/febbraio. Per questo motivo, le parti sono state informate con lettera del 16 gennaio 2020 che le date provvisorie del primo periodo di dibattimento sarebbero state liberate. Il 21 gennaio 2020 il Ministero pubblico della Confederazione è stato invitato a completare l’atto d’accusa. Il giorno dopo, le parti sono state convocate al dibattimento previsto ad inizio marzo. Il 9 marzo 2020 ha avuto inizio il primo dibattimento, il quale si è concluso lo stesso giorno a causa dell’assenza di tre imputati. L’11 marzo 2020 ha preso avvio il secondo dibattimento. Il 17 marzo 2020 il dibattimento ha dovuto essere interrotto a causa della pandemia del Coronavirus e il procedimento è stato sospeso, in un primo momento, fino al 20 aprile 2020 e poi, con una seconda decisione, fino al 27 aprile 2020.

In sintesi, le circostanze procedurali e le prescrizioni in materia sanitaria a seguito della pandemia, ma non carenze nella gestione del processo in seno al Tribunale penale federale, hanno fatto sì che il procedimento non si possa concludere con una sentenza di merito e che lo stesso – dopo aver garantito alle parti il diritto di essere sentite previsto dalla legge – si avvii verso una decisione di abbandono.


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20.04.2020
Rapporto dell’Autorità di vigilanza in relazione alle indagini effettuate sul Tribunale penale federale

Il Plenum dei giudici del Tribunale penale federale di Bellinzona è stato informato in data odierna, lunedì 20 aprile 2020, da parte del Presidente del Tribunale federale di Losanna sull’esito delle verifiche esperite.

La Direzione del Tribunale penale federale analizzerà, previo coinvolgimento delle persone toccate dal rapporto del Tribunale federale, le misure nonché i cambiamenti proposti e, laddove il Tribunale federale richiede dei chiarimenti, ne renderà conto in occasione della seduta prevista a settembre 2020 alla Commissione amministrativa dello stesso Tribunale federale.

L’attenzione della Direzione del Tribunale penale federale è rivolta in particolare alla preziosa molteplicità culturale fra le persone che vi lavorano, al rispetto che queste molteplicità richiedono, ed allo sfruttamento del potenziale intrinseco in queste diversità culturali.




23.03.2020
Comunicato stampa congiunto del Tribunale federale, del Tribunale penale federale, del Tribunale amministrativo federale e del Tribunale federale dei brevetti in relazione ai rapporti di gestione 2019

Rapporti di gestione dei tribunali della Confederazione

Il Tribunale federale, il Tribunale penale federale, il Tribunale amministrativo federale e il Tribunale federale dei brevetti hanno pubblicato in data odierna i rispettivi rapporti di gestione relativi all'anno 2019. Il numero dei ricorsi presentati dinanzi al Tribunale federale è stato un'altra volta quasi pari a quello di due anni prima, quando è stato raggiunto un massimo assoluto. Il numero dei casi evasi è rimasto leggermente inferiore al record dell'anno precedente. Il carico di lavoro della Corte penale del Tribunale penale federale è rimasto elevato; il numero dei casi in entrata presso la Corte dei reclami penali ha raggiunto un nuovo livello record. All'inizio dell'anno in esame, la nuova Corte d'appello ha iniziato la sua attività operativa. Il numero dei ricorsi presentati dinanzi al Tribunale amministrativo federale è rimasto alto. Il numero deIle cause pendenti ha potuto essere ulteriormente ridotto e la durata media dei procedimenti è diminuita. Il numero dei casi in entrata presso il Tribunale federale dei brevetti è leggermente diminuito. Poiché allo stesso tempo il numero dei casi evasi ha raggiunto un livello record, le cause pendenti sono state quasi dimezzate.

Per ulteriori dettagli si rinvia ai comunicati stampa dei singoli tribunali allegati alla presente.

Comunicato stampa del Tribunale penale federale sul proprio rapporto di gestione 2019

Rispetto all'anno precedente, ma anche per rapporto alla media degli ultimi anni, il carico di lavoro della Corte penale è rimasto alto. Alla fine dell’anno il numero dei casi evasi è più elevato rispetto all’anno precedente. Alla Corte dei reclami penali le entrate sono notevolmente aumentate e hanno raggiunto un nuovo livello massimo rispetto agli anni precedenti. Il 1° gennaio la Corte d’appello ha potuto essere immediatamente operativa, grazie ai diversi lavori preparatori eseguiti nel 2018 nell’ambito amministrativo, informatico, logistico e delle risorse umane. Per quel che concerne la Corte d’appello mancano naturalmente delle cifre di paragone rispetto agli anni precedenti. Si rinvia al relativo rapporto dettagliato.


Rapporto di gestione 2019


Contatto:
Tribunale penale federale, Mascia Gregori Al-Barafi, Segretaria generale e addetta stampa, Tel. 058 480 68 68, E-mail: presse@bstger.ch




17.03.2020
Comunicato stampa Corte penale – Sospensione del procedimento penale SK.2019.45 - Decisione del 17 marzo 2020 (SN.2020.10)

In considerazione della situazione eccezionale legata al coronavirus e delle misure adottate dal Consiglio federale al riguardo, la Corte penale ha sospeso il procedimento almeno fino al 20 aprile 2020.

Il 17 marzo 2020 il Consiglio federale ha decretato misure straordinarie per prevenire e combattere l'epidemia COVID-19, in particolare la limitazione dei viaggi, la chiusura delle frontiere e il divieto di manifestazioni pubbliche e private. Le persone particolarmente a rischio dovrebbero rimanere a casa ed evitare la folla. 

Tutti gli imputati hanno più di 65 anni e alcuni di loro hanno malattie pregresse rilevanti. Essi appartengono quindi al gruppo a rischio. 

A causa delle circostanze, non ci si può aspettare che gli imputati partecipino al dibattimento, almeno per la durata dei provvedimenti ordinati dal Consiglio federale.

Inoltre, due degli imputati non hanno dato seguito alla citazione, motivo per cui il procedimento nei loro confronti dovrebbe essere condotto in contumacia se le condizioni sono soddisfatte. La procedura contumaciale può essere attuata solo se l'imputato ha avuto sufficienti opportunità nel corso del procedimento per esprimersi sui reati che gli vengono contestati e se le prove consentono di emettere una sentenza in sua assenza. Questo non sembra essere il caso. Inoltre, le circostanze affrontate dall'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AB-BA) nella sua decisione del 2 marzo 2020 richiedono un esame della questione legata all’eventuale divieto di utilizzo di prove. La questione di sapere se le assenze per motivi di salute avrebbero potuto essere considerate giustificate può quindi rimanere aperta.

In considerazione di questa situazione, il dibattimento non può proseguire come previsto il 20 marzo 2020; la Corte penale ha pertanto sospeso il processo SK.2019.45 fino a nuovo avviso, ma almeno fino al 20 aprile 2020.


Il TPF rinvia alla decisioni allegata e non dà seguito a richieste d'informazioni complementari.


Allegato: Beschluss SN.2020.10.pdf

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Tribunale penale federale, Mascia Gregori Al-Barafi, Segretaria generale e addetta stampa, Tel. 058 480 68 68, E-Mail: presse@bstger.ch